Intervista a Domenico Verducci, Direttore del personale presso IMP S.P.A e già direttore del personale in Benetton Sportsystem, docente di Diritto del Lavoro e Amministrazione del Personale.
Dottor Verducci si parla di gestione soft, con riferimento alla parte più umanistica della gestione delle risorse umane e di gestione hard con riferimento invece all’attività giuridica e amministrativa. Perché lei ritiene così importante per operare nella gestione delle risorse umane, soprattutto per chi ha una formazione umanistica, un’integrazione delle 2 aree?
Direi per 3 motivi fondamentali:
1) motivo organizzativo: quasi tutte le aziende ormai si stanno appiattendo cioè creano organizzazioni snelle dove più che la specializzazione , conta la competenza trasversale, per cui l’uomo del personale deve essere completo e conoscere gli aspetti soft e hard , magari non in maniera approfondita, ma con una conoscenza tale che gli permetta di dare risposte ai propri clienti interni che spesso sono il TOP dell’azienda;
2) motivo operativo: nelle mie docenze faccio sempre un esempio realmente accaduto: un Responsabile della Selezione assume un Dirigente senza sapere come e’ composta la retribuzione e quindi contratta una retribuzione senza avere tutte le informazioni con conseguenze gravissime sull’ eventuale inserimento del Dirigente. Ribadisco , anche chi si occupa solo di selezione deve sapere come si legge un cedolino paga. Non pensare che sia materia solo " amministrativa".
3) motivo di carriera: ritengo che chi si inserisca nell’ area risorse umane abbia comunque come obiettivo finale la Direzione Risorse Umane: non esistono Direttori Risorse Umane che siano a digiuno degli aspetti hard.
Lei è direttore del personale di un importante gruppo industriale, vuole raccontare la sua esperienza?
Dopo la laurea in economia e commercio, tramite un master in risorse umane, sono entrato in un grande gruppo bancario dove mi sono occupato di organizzazione; poi è venuta l’esperienza molto importante nel gruppo Benetton Sportsystem in un momento di grande cambiamento (creazione polo sportivo) in cui mi sono occupato di selezione, formazione e gestione personale di business unit. Il salto professionale e’ avvenuto nel 1994 dove ho raccolto la sfida di creare una direzione personale in una azienda che ne era priva , dove sono ancora oggi.
Quale ritiene siano stati i punti di forza che le hanno consentito di ricoprire questo ruolo?
Ritengo che, come in tutte le mansioni, occorre “canalizzare” le proprie caratteristiche personali nel proprio ruolo. Credo che il mio punto di forza sia stato proprio questo: capire fin dall’inizio che volevo lavorare nelle risorse umane perchè sentivo che ne avevo le capacità caratteriali:capacità dialettiche, relazionali, approccio positivo al conflitto e alla comprensione delle ragioni altrui.
Cosa consiglia ad un giovane laureato orientato ad intraprendere un percorso professionale simile al suo?
E’ importante una buona base culturale, non interessa se di taglio umanistico, economico o giuridico a cui poi affiancare dei corsi specialistici nell' area risorse umane che insegnino le tecniche e gli strumenti operativi. Consiglio inoltre lo studio della lingua inglese ormai inevitabile. La formazione post universitaria è meglio se fatta da docenti aziendali che possono trasferire il “vissuto” aziendale, e poi non c’e’ nulla come l’esperienza sul campo: quello che conta infatti è “respirare” l’aria aziendale anche senza compiti inizialmente importanti , ci sarà tempo poi per imparare le tecniche, magari ritirando fuori quello che si è imparato sui banchi dei corsi di formazione.
Si parla del direttore del personale come una figura tipicamente maschile, mentre le donne presidiano attività più specialistiche quali ad esempio la selezione e la formazione. Lei cosa ne pensa?
Non sono d'accordo, anzi ho conosciuto direttori personale donne molto capaci anche sulle attività industriali. Credo che oltre alla naturale predisposizione e maggiore sensibilità conti in ogni caso la capacità professionale. Sottolineo comunque che l'area risorse umane è forse ancora oggi una delle funzioni aziendali dove una donna può arrivare al Top dell'organizzazione.
Lei sarà uno dei docenti del modulo di diritto del lavoro e amministrazione del personale. Cosa possono aspettarsi da lei i futuri partecipanti?
Il mio approccio e’ molto pratico e sempre collegato alla realtà ed esperienza aziendale, perchè oltre alla tecnica i partecipanti imparino anche a comprendere le conseguenze di ogni loro scelta nell’ organizzazione aziendale. Inoltre invito sempre tutti a non dare nulla per scontato e ad avere un approccio attivo nei corsi , ponendomi tutti i loro quesiti senza timore per utilizzare al meglio l’opportunità di avere risposte da un docente che vive le problematiche della gestione risorse umane in azienda quotidianamente.