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Il rilancio della portualità italiana

In occasione del Forum dal titolo “Il rilancio della portualità e della logistica italiana come leva strategica per la crescita e la competitività del Paese”, tenutosi a Roma il 18 giugno 2013, promosso da Assotrasporti, Federspedi e Federagenti, è stata presentata la ricerca effettuata da The European House - Ambrosetti sullo stato della portualità italiana.


Riportiamo un commento dell'Ing. Andrea Payaro, docente Stogea nei Master in Logistica Integrata e MBA, su quanto emerso da questa ricerca:


"Secondo lo studio della Ambrosetti House sul rilancio della portualità italiana appare evidente il ruolo dei porti italiani: il cluster marittimo rappresenta, infatti, il 2,6% del Pil, pari a quasi 40 miliardi di Euro.


Gli occupati diretti impiegati complessivamente sono 213.000: per ogni 100 nuovi impiegati dal settore logistico-portuale vengono attivate 173 nuove unità di lavoro nell'economia, e per ogni 100 euro di nuovi investimenti o di domanda aggiuntiva di nuovi servizi, vengono generati 237 euro di ricchezza complessiva per il Paese.


Purtroppo manca una strategia sulla portualità nel nostro Paese in grado di fare maturare appieno tutte le opportunità del settore. I motivi per cui l'Italia se non si adegua rimarrà indietro sono da ricercare in una scarsa visione di sistema del Paese, nella mancanza di una strategia comune in cui Porti e Interporti riescano a diventare una rete sinergica, oltre allo sviluppo infrastrutturale dei retro porti. Scaricare 500 container significa riversare sulle strade 500 camion oppure riuscire a gestire una decina di treni. Mancando nei principali porti italiani (si pensi a Gioia Tauro o a Genova) una rete infrastrutturale di strade e ferrovie adeguata, le merci continueranno a by-passare l'Italia, facendo perdere competitività e opportunità di business al nostro Paese."